Improvvisazione teatrale

IL CORSO: Match di Improvvisazione Teatrale, Theatre Sports, Harold, Long Form. Sono tra gli spettacoli più rappresentati al mondo, in moltissimi paesi, in molte lingue. Sono alcuni tra i “format di improvvisazione teatrale”  più noti ai quali si aggiungono una serie pressoché infinita di altri titoli e versioni o varianti.
Si possono definire gli eredi della commedia dell’arte, molte volte vengono presentati proprio così “gli eredi della commedia dell’arte”, e paradossalmente in Italia, che è la patria della commedia all’improvviso  e che esportò le migliori compagnie di mestieranti del teatro, questa forma di teatro rimane un genere ancora poco diffuso e considerato.
In realtà la moderna improvvisazione teatrale ha abbastanza poco della commedia dell’arte:  via le maschere, via i caratteri fissi, via i canovacci. Si è arrivati a forme di teatro di intrattenimento, di sfida tra improvvisatori (sports o matches appunto), a forme di commedia improvvisata, a format televisivi.
È una ricerca e sperimentazione che non vuole creare un nuovo linguaggio ma punta ad utilizzare i linguaggi noti del mondo del teatro, della televisione, del cinema e del cabaret per creare spettacoli inediti e “al momento” attraverso il lavoro di allenamento e di intesa tra le persone, di ascolto e di disponibilità e soprattutto di divertimento.
È il gioco del teatro e, non a caso. in molte lingue fare spettacolo si traduce con “giocare”.

A cosa serve l’improvvisazione
Lavoro complementare ad altre discipline, aiuta a conoscere meglio  i propri mezzi espressivi ed acquistare quella sicurezza in se stessi, sperimentare le possibilità interpretative. L’improvvisazione prevede infatti una componete creativa e immaginaria in base alla quale si sviluppa l’improvvisazione stessa, i mezzi tecnici della recitazione e dell’interpretazione vengono quindi utilizzati istintivamente e fatti agire reagendo alla situazione che si va creando. Un percorso in questo senso ha una valenza notevole per un approccio  professionale poiché costituisce sia un momento di libero utilizzo delle tecniche che una ricerca dei propri limiti ed il superamento degli stessi attraverso la sola leva del “piacere di farlo”.

Quali sono gli obiettivi
La ricerca e la comunicazione delle emozioni, coadiuvate dallo studio delle tecniche e stili, e il conseguente utilizzo della tecnica a livello istintivo, costituiscono il traguardo da raggiungere.
L’ascolto e l’attenzione richiesti nell’improvvisazione permettono di stare costantemente in contatto con quanto si va a rappresentare quindi l’abitudine a considerare la propria performance professionale parte di una costruzione più grande e della quale si avverte l’importanza in ogni istante del lavoro.

A chi può interessare 
Per gli studenti  può rappresentare una ricerca di prospettive e di contenuti, in generale ad un laboratorio teatrale si iscrivono insegnanti, professionisti, impiegati, dirigenti d’azienda, e tutti coloro che desiderano migliorare il proprio modo di porsi.
Per un lavoratore dello spettacolo è un lavoro che completa il bagaglio personale e “apre” il professionista verso le altre componenti dello spettacolo anche quelle più distanti dalla propria routine professionale. Nell’improvvisazione infatti, tutto quello che si sa fare viene utilizzato naturalmente e durante il percorso lo stimolo continuo porta a sperimentare ed approfondire le possibilità espressive di altro genere.

Cosa viene fatto
In ogni appuntamento si trova la corretta concentrazione attraverso un riscaldamento fisico e mentale basato su esercizi con una valenza ludica molto forte, il gruppo il divertimento e la concentrazione sono indispensabili per predisporsi al lavoro.
La fase creativa è molto legata all’azione, alla gestualità (gestire il corpo, gestire spazio, esprimersi con tutto il corpo), per  velocizzare la reazione e la costruzione partendo più da una sensazione irrazionale istintiva (fisica) che da una complicata rete di regole.
Utilizzare le basi della recitazione, inserendo via via la possibilità di vestire un personaggio e farlo vivere sulla scena, assorbire dall’ambiente circostante atteggiamenti abitudini manie o anche piccoli vezzi per portarli addosso e farli propri, ascoltare e osservare, se stessi e gli altri come non si è mai fatto prima.
Un altro livello didattico consiste nello stimolare l’approfondimento di generi teatrali e autori di tutti i tempi, per derivare poi sui generi cinematografici e, attraverso la parodia, sperimentare il “genere”, ovvero: le intonazioni il linguaggio gli atteggiamenti, nonché le fasi ricorrenti (la suspence la tensione la svolta la risoluzione) che costituiscono gli snodi narrativi del genere sia esso letterario teatrale o cinematografico.  Uno studio che diventa appassionante perché passa attraverso la sfida di rifare “al volo” in modo credibile una storia il più possibile uguale al genere di interesse.
Infine espandendo la tematica dell’improvvisazione si può lavorare su valori quali: partnership (collaborazione), coerenza e trasparenza, rispetto (attenzione all’altro) riconoscimento del merito, partecipazione e sostenibilità, stress e stili di vita, gestione dei contrasti. Valori sui quali le aziende chiedono sempre più spesso momenti di lavoro e riflessione.

INSEGNANTE: Roberto Zunino.
È attore professionista dal 1996, insegnante di recitazione ed improvvisazione teatrale a livello nazionale, segue la creazione e la regia di spettacoli di improvvisazione, di cabaret, corti teatrali e messa in scena di testi contemporanei.
Inizia la propria formazione con i componenti della Dizziacs theatre specializzandosi nel teatro comico, strettamente legato alla scuola di Lecoq (Parigi): mimo, clown, buffoni medioevali, commedia dell’arte, espressione corporea, maschera neutra e maschera naif.
La completa attraverso corsi e master tematici legati al teatro di prosa ed alla recitazione cine video televisiva (ODS Operatori Doppiaggio e Spettacolo, DELTAFILM, Centro D, Pentaphone, DAMS torino).
Si occupa di recitazione cinematografica e televisiva e per tre anni ha collaborato con la TV dei ragazzi di RAI 2 in qualità di Actor Coach e Consulente artistico.
Formatore Aziendale dal 1995 collabora con diverse realtà nazionali, aziende e progetti coordinati.
Attraverso le tecniche di improvvisazione e recitazione crea percorsi di: Team Building, Comunicazione, Parlare in pubblico, Leadership, Ascolto attivo e Attenzione al risultato comune.

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